Anche le montagne si sgretolano..
“Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire,
spendere tutti i tuoi giorni passati se così presto hai dovuto partire, se presto hai dovuto partire… “
Mio Zio Mario era una persona speciale, buona,generosa ed altruista come ne ho conosciute poche,sempre disponibile per tutti coloro i quali avevano “un bisogno” qualsiasi, sempre sorridente e proiettato verso il prossimo. Era una colonna della nostra famiglia, una àncora a cui aggrapparsi in qualsiasi momento,sempre pronto a venirti incontro. Aveva una risposta a tutte le domande e una soluzione a tutte le esigenze, potendo contare su centinaia di compagni di classe, compari, amici sparsi per il mondo. Ti appariva quando meno te lo aspettavi ed è sempre stato in prima fila nei tanti momenti di dolore che questa vita ha riservato alla nostra famiglia. Ma non solo i parenti si sono giovati della sua presenza, poiché ha sempre teso la mano a tutti e in principalmodo alle persone più umili.. Non c’è un angolo del corso Garibaldi in cui non te lo ritrovi , con i suoi amici a macinare chilometri e chilometri, a parlare di politica, dei problemi dei figli, della casa di Lianò da ristrutturare. Lo vedevamo come una roccia granitica, una montagna che mai e poi mai si sarebbe potuta sgretolare . Ma anche le montagne si sbriciolano in pochi secondi quando un terremoto sconvolgente ti parte da dentro. E’ crollato la sera del 19 agosto in una veranda di un locale del lungomare reggino mentre guardava il mare, contemplando lo Stretto che quella sera era sfavillante di mille colori.. La foto pubblicata è stata scattata pochi minuti prima, una foto che lo ritrae solare e sorridente come sempre. Ho visto tanta gente “cosiddetta” comune piangere sulla sua bara. Lacrime di dolore e di commozione. Quelle lacrime lasciano un vuoto sincero in quanti hanno avuto modo di conoscerlo. E lo ha lasciato in tutti noi che ancora avremmo avuto bisogno della sua presenza discreta ma preziosa..
“Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi e che come allora sorridi…”









abbiamo letto questo tuo ricordo di zio mario e siamo d’accordo con te,ci ha lasciato troppo presto e troppo in fretta.Senza disturbare è andato via,in così poco tempo che non ci sembra vero.Ma che ricordo che lascia in ognuno di noi.
Antonio e Daniela
Sono d’accordo con te, Paolo.Zio MArio era speciale, specialissimo.Passava ogni tanto da me ,dallo studio, e la cosa che più mi colpiva era che mi voleva chiedere delle mie condizioni di salute, ma era quasi recalcitrante per quanto pudore aveva addosso. Ti ricordo zio Mario e ti penso sempre con tanto,tanto,tanto,tantissimo affetto!.Tuo nipote Nino
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