Casini a Reggio Calabria:ecco alcune considerazioni.
“Il principio del Partito della Nazione è che noi vogliamo far vivere assieme Mezzogiorno e nord perché siamo italiani”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini parlando a Rosarno. “Il Mezzogiorno – ha aggiunto Casini – non si salverà confidando in future leghe meridionali. Se questa parte del Paese dovesse pensare infatti di salvarsi affidando ad una Lega del sud il proprio destino, avrebbe perso la battaglia con il nord perché se si guarda alle corporazioni territoriali la bilancia del potere pende verso il nord”. “Il Mezzogiorno – ha concluso il leader dell’Udc – deve confidare quindi sulle capacità di mediazione e decisione della politica nazionale”.(Ansa) Reggio Calabria, 15 ott. – (Adnkronos) – “E’ chiaro che la criminalita’ si infila nei partiti. Se uno vuole controllare le risorse, la cosa pubblica, non puo’ fare il prefetto. Se vuole controllare un appalto e’ meglio fare il consigliere comunale o il consigliere regionale”. Lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, nell’incontro organizzato dai giovani del partito a Rosarno.
“Noi -ha aggiunto- dobbiamo stare attenti ma dobbiamo essere anche in grado di capire. Bisogna congegnare dei meccanismi che consentano ai partiti un’autodifesa democratica e civile”. Il leader dell’Udc propone una sorta di “osservatorio che faccia una vigilanza preventiva sulle persone e sui candidati stando attenti pero’ a una cosa, che la legalita’ non puo’ essere strumentalizzata per fare delle battaglie politiche che decapitino Casini piuttosto che un altro”.
“Non c’e’ la legalita’ a intermittenza -ha proseguito- per cui se sto in uno schieramento sono un pericoloso criminale mentre se sto in un altro schieramento sono un santo”. Infine il leader dell’Udc ha posto il problema di vigilanza dei partiti sostenendo che devono essere in condizione di difendersi. “Se io sono della ‘Ndrangheta -ha spiegato- e voglio combattere una persona, il modo migliore e’ quello di screditarla. Allora -ha concluso- dobbiamo stare attenti a quando le persone sono realmente colpevoli e quando sono oggetto e destinatari di questi episodi”.
Casini, Santoro non mi piace ma l’informazione non si puo’ spegnere
Reggio Calabria, 15 ott. (Adnkronos) – “Non mi piace Santoro, non mi piacciono le trasmissioni televisive che fa ma nella mia concezione di democrazia che ho voglio poter continuare dissentire da Santoro. L’informazione non si puo’ spegnere”. Lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, sulla questione ‘Annozero’ nel suo intervento a Rosarno dove ha partecipato alla manifestazione promossa dai giovani Udc Calabria ‘Legalita’ e sicurezza, ricostruiamo la Calabria’.
“Il presidente del Consiglio parla dell’A3 e promette che i lavori saranno completati nel 2013, ma forse non si è reso conto che il suo governo ha tagliato proprio quei fondi”. Pier Ferdinando Casini intervenuto a Rosarno, nel reggino, ad un convegno organizzato dalla componente giovanile del suo partito, ha attaccato il governo Berlusconi sulle infrastrutture nel Mezzogiorno. “Va bene – ha aggiunto il segretario dell’Udc – il ponte sullo Stretto di Messina, facciamolo, ma prima si deve avere l’obbligo di terminare la Salerno-Reggio Calabria”.
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, a Reggio Calabria per partecipare alla Settimana sociale della Cei, ha fatto visita stamani al procuratore generale Salvatore Di Landro e al procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone. Casini ha portato ai vertici della magistratura reggina la solidarietà sua e del suo partito per gli attentati verificatisi nelle settimane e nei mesi scorsi. Nei giorni scorsi il leader dell’Udc sulla questione della sicurezza e della lotta alla criminalità in Calabria ha incontrato, assieme alla deputazione calabrese e ai vertici dell’Udc, il ministro dell’Interno Roberto Maroni al quale ha sollecitato interventi utili e necessari a riportare la sicurezza nella regione. Casini oggi pomeriggio a Rosarno incontrerà i giovani proprio sul tema della legalità.












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